Agricoltura a Rivarossa
Il Comune di Rivarossa presenta ancor oggi vaste zone dedicate all’agricoltura,dove con passione,alcuni giovani,hanno rilevato le aziende dei padri, rimodernandole e rendendole più competitive nel delicato panorama di mercato che l’agricoltura italiana sta attraversando. Vi sono due aziende ad indirizzo zootecnico,mentre altre denotano prevalentemente indirizzi cerealicoli. Alcune aziende hanno invece puntato sul tempo libero la loro attività e hanno dato origine a dei maneggi per cavalli e così nei fine settimana,non è difficile incontrare nei sentieri e nelle strade di campagna persone a cavallo in cerca di un po’ di tranquillità. Recentemente è stata aperta un’azienda dedita alla produzione di ortaggi che vengono commercializzati direttamente dal produttore al consumatore. Il territorio di Rivarossa si divide sostanzialmente in due parti:una parte più alta con terreno prevalentemente argilloso e per la sua conformazione non irriguo,la parte bassa divisa grosso modo a metà dal corso del Malone,con terreno limoso e sabbioso modellato nel trascorrere dei secoli dalle piene del fiume,nella sua maggior parte irriguo.
Nella parte bassa la presenza sul territorio di numerosi canali irrigui,ha reso il mais e il prato le coltivazioni prevalenti,perché necessitano di un maggiore apporto idrico rispetto alle altre,anche se non mancano appezzamenti di grano e orzo. La parte alta denominata Vauda,non essendo irrigabile,si presta perlopiù a coltivazioni quali i cereali autunno vernini. In passato in questa zona i Rivarossesi coltivavano la vite,producendo il vino per le loro famiglie. Questa coltivazione è al giorno d’oggi quasi del tutto scomparsa lasciando spazio ai campi e ai prati e nelle zone più svantaggiate ai boschi. Senza dubbio, sono proprio i boschi ad occupare gran parte del territorio di Rivarossa. Negli innumerevoli rii che scendono dalla Vauda,nei versanti più scoscesi,nelle zone più prossime al Malone si è infatti sviluppata una folta vegetazione che ha occupato tutti gli spazi lasciati liberi dall’agricoltura. La pianta più diffusa è l’acacia ma non mancano boschi di querce,frassini,castagni. Sono presenti poi piantagioni di pioppi sia all’interno delle aree boschive,sia nelle zone prevalentemente dedite alle coltivazioni. In passato ma ancora oggigiorno il taglio dei boschi costituisce una parte importante del lavoro dell’agricoltore, specialmente nei mesi invernali,quando il lavoro nei campi si interrompe per il giusto riposo che la natura si concede.
Nel territorio di Rivarossa sono presenti quattro consorzi irrigui per la gestione di quello che è e che sarà sempre di più un bene inestimabile:l’acqua. Il più antico è il consorzio della bealera del molino,la cui presa è in territorio del comune di Front sul Malone,che oltre ad irrigare i campi e i prati in riva destra orografica,passa per il centro del paese per poi andare a gettarsi nuovamente nel fiume.
Un altro consorzio con presa sul Malone non ha una denominazione ben definita ma per consuetudine porta il nome di consorzio irriguo Rivarossese. L’opera di presa è all’altezza della Cascina Ferro e va ad irrigare i campi in riva sinistra nelle vicinanze dell’attuale zona industriale fino ai confini col comune di Lombardore. Poi c’è il cosiddetto consorzio del canale di san Maurizio che si tratta di un ex canale ad uso militare, diventato ad uso irriguo con la dismissione del demanio ai comuni che ne fanno parte. L’opera di presa di questo canale è in territorio di Balangero ed attinge acqua proveniente dallo Stura.
Il più recente di nascita è il consorzio irriguo ovest torrente orco,nato in seguito alla pubblicazione di una recente legge regionale,ha permesso ai comuni che ne fanno parte di accedere all’erogazione di contributi per la sistemazione dei canali e delle bocchette di irrigazione. L’acqua proviene dai territori dei comuni di Rivarolo Canavese ed Oglianico che la prelevano dall’Orco. Irriga la parte del territorio in sponda sinistra non irrigabile dal Malone.
Vedi anche la Commissione Agricoltura nella sezione Amministrazione
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Nella parte bassa la presenza sul territorio di numerosi canali irrigui,ha reso il mais e il prato le coltivazioni prevalenti,perché necessitano di un maggiore apporto idrico rispetto alle altre,anche se non mancano appezzamenti di grano e orzo. La parte alta denominata Vauda,non essendo irrigabile,si presta perlopiù a coltivazioni quali i cereali autunno vernini. In passato in questa zona i Rivarossesi coltivavano la vite,producendo il vino per le loro famiglie. Questa coltivazione è al giorno d’oggi quasi del tutto scomparsa lasciando spazio ai campi e ai prati e nelle zone più svantaggiate ai boschi. Senza dubbio, sono proprio i boschi ad occupare gran parte del territorio di Rivarossa. Negli innumerevoli rii che scendono dalla Vauda,nei versanti più scoscesi,nelle zone più prossime al Malone si è infatti sviluppata una folta vegetazione che ha occupato tutti gli spazi lasciati liberi dall’agricoltura. La pianta più diffusa è l’acacia ma non mancano boschi di querce,frassini,castagni. Sono presenti poi piantagioni di pioppi sia all’interno delle aree boschive,sia nelle zone prevalentemente dedite alle coltivazioni. In passato ma ancora oggigiorno il taglio dei boschi costituisce una parte importante del lavoro dell’agricoltore, specialmente nei mesi invernali,quando il lavoro nei campi si interrompe per il giusto riposo che la natura si concede.
Nel territorio di Rivarossa sono presenti quattro consorzi irrigui per la gestione di quello che è e che sarà sempre di più un bene inestimabile:l’acqua. Il più antico è il consorzio della bealera del molino,la cui presa è in territorio del comune di Front sul Malone,che oltre ad irrigare i campi e i prati in riva destra orografica,passa per il centro del paese per poi andare a gettarsi nuovamente nel fiume.
Un altro consorzio con presa sul Malone non ha una denominazione ben definita ma per consuetudine porta il nome di consorzio irriguo Rivarossese. L’opera di presa è all’altezza della Cascina Ferro e va ad irrigare i campi in riva sinistra nelle vicinanze dell’attuale zona industriale fino ai confini col comune di Lombardore. Poi c’è il cosiddetto consorzio del canale di san Maurizio che si tratta di un ex canale ad uso militare, diventato ad uso irriguo con la dismissione del demanio ai comuni che ne fanno parte. L’opera di presa di questo canale è in territorio di Balangero ed attinge acqua proveniente dallo Stura.
Il più recente di nascita è il consorzio irriguo ovest torrente orco,nato in seguito alla pubblicazione di una recente legge regionale,ha permesso ai comuni che ne fanno parte di accedere all’erogazione di contributi per la sistemazione dei canali e delle bocchette di irrigazione. L’acqua proviene dai territori dei comuni di Rivarolo Canavese ed Oglianico che la prelevano dall’Orco. Irriga la parte del territorio in sponda sinistra non irrigabile dal Malone.
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